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Archimede: in Cina il primo grande impianto solare termodinamico a specchi parabolici e Sali fusi


Data: 13/07/2015


Archimede Solar Energy (ASE) di Massa Martana (Perugia), società del Gruppo Angelantoni Industrie, ha firmato un contratto in Cina per la fornitura di tubi ricevitori solari per il primo impianto mondiale che produrrà energia elettrica con la tecnologia del solare termodinamico, o Concentrated Solar Power (CSP), a Sali fusi e specchi parabolici.
Il progetto, nato nel 2013 è finalmente giunto alla fase esecutiva. I primi 15.000 tubi dei complessivi 32.000 dovranno essere consegnati entro la fine del 2015.  
L’impianto AKESAI SOLAR THERMAL POWER PLANT (ASTPP) avrà una potenza di 55 MWe, e sarà dotato di 15 ore di accumulo termico per produrre energia elettrica anche in assenza di sole, favorendo la dispacciabilità.
L’impianto sarà localizzato nel QINGHAI TIBET PLATEU, AKESAI COUNTY, GANSU PROVINCE.

Un impianto solare termodinamico è una vera e propria centrale termoelettrica in cui l’energia termica necessaria a mettere in rotazione una turbina a vapore, e quindi a produrre energia elettrica, viene generata captando energia solare tramite un sistema di collettori solari riflettenti. I collettori parabolici, ad inseguimento solare, raccolgono e concentrano continuamente la radiazione del sole su un tubo ricevitore, posto sul fuoco della parabola. All’interno del tubo ricevitore circola un fluido che viene riscaldato, tramite i raggi solari, da una temperatura di 290 °C ad una temperatura di 550°C: tale valore è prerogativa dell’utilizzo di una miscela binaria di sali fusi (40% KNO3, 60% NaNO3).
La tecnologia dei Sali fusi è stata sviluppata dall’ENEA, in collaborazione con l’industria nazionale, a partire dagli anni 2000 all’interno del progetto Solare Termodinamico Archimede, allora guidato dal Nobel Carlo Rubbia.
L’utilizzo della miscela di sali fusi in sostituzione dell’olio diatermico (attualmente utilizzato in tale tipo di impianti) comporta diversi vantaggi tra cui:
-    aumento della la temperatura all’uscita del campo solare fino a 550° C, rispetto ai 400° C nel caso degli oli diatermici, con aumento significativo delle prestazioni del ciclo termodinamico di produzione elettrica (circa 4÷5% in più).
-    i sali fusi non presentano pericoli in caso di fuoriuscita accidentale dai circuiti dell’impianto perché non sono infiammabili, sono atossici, a contatto con il suolo solidificano rapidamente e possono essere raccolti con mezzi meccanici senza dispersioni. Inoltre, essendo comunemente utilizzati in agricoltura come fertilizzanti, non sono dannosi per l’ambiente
-    semplificazione dell’ impianto e dispacciabilità, favorita dall’ accumulo di energia termica ad alta temperatura, producendo “Energy on Demand”.

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SOCIETA' DEL GRUPPO ANGELANTONI